Romina, ex-allieva impegnata nella conduzione di micornidi
Chi ha avuto modo di avvicinarsi, conoscere e frequentare il mondo salesiano non può non esserne stato colpito ed attratto. Questo, per lo meno, è quello che è successo a me. Ho avuto modo di frequentare il liceo presso l’Istituto Maria Ausiliatrice e poi un corso di qualifica presso l’istituto Maria Mazzarello e, che si sia a pochi metri da Valdocco o più in periferia, l’atmosfera è sempre la stessa: luoghi puliti e curati, almeno qualche suora che ti da il benvenuto, la cappella, i locali che si sviluppano come in un abbraccio intorno al cortile e sulle pareti frasi e immagini che si imparano presto a conoscere: don Bosco, mamma Margherita, Maria Mazzarello, Laura Vicunia, Domenico Savio… Quello che mi porto dietro come ex allieva è l’allegria che si respira, la voglia di stare insieme, di crescere, studiare e pregare certo, ma anche di divertirsi e stare bene insieme, senza quella tristezza o spirito di penitenza che si respira a volte anche in certi ambienti cattolici. Se dovessi riassumere tutto il mondo salesiano userei proprio la parola allegria: ci possono essere momenti e occasioni tristi ma l’ambiente salesiano mi è sempre apparso come frizzante, dinamico ed ottimista. E in più, qualunque sia la strada che poi uno intraprende, si ha la sensazione di poter comunque tornare e sentirsi un po’ a casa, di essere in qualche modo legati. Io ho sempre lavorato nel mondo della scuola e dell’educazione e negli ultimi dieci anni in particolar modo con la fascia 0|3 anni gestendo dei Micronidi Familiari e un Baby Parking. Pur non frequentando più assiduamente il mondo salesiano, insieme ai contenuti appresi durante gli studi, emergono anche gli spunti che ho respirato in quegli anni. Come educatrice rimane infatti centrale l’importanza dell’amorevolezza, di farsi amare piuttosto che temere, delle poche parole e molti fatti, del prevenire piuttosto che reprimere e punire dopo, del formare “buoni cristiani e onesti cittadini”,… Nel corso degli anni mi sono resa conto che questi punti sono quanto mai attuali se riferiti ai primi anni di vita. Gli studiosi sono infatti ormai concordi nel ritenere i primi anni di vita fondamentali per la crescita futura in quanto è lì che si gettano le basi di quello che sarà l’edificio di domani. I bambini non sono certo passivi come si riteneva tempo addietro, non “stanno solo giocando” ma osservano tutto ciò che gli sta attorno e imparano. E per questo che come educatrice vivo con grande entusiasmo ma anche con grande timore e responsabilità l’opportunità che il mio lavoro mi offre e cerco di creare sempre un clima allegro e conviviale tra e con i bimbi e le loro famiglie e di avvicinarmi a loro sempre con l’amorevolezza che vorrei loro mostrassero poi da più grandi. Vorrei che mi ascoltassero certo, ma perché sentono il mio affetto per loro e non perché mi temono; consapevole della centralità della comunicazione non verbale, cerco di dare importanza ai gesti più che alle parole e vorrei che l’affetto che respirano gli fornisse quella fiducia di fondo di essere amati che è la condizione fondamentale per essere poi equilibrati e felici da grandi. E Don Bosco è per me l’esempio dell’educatore che è lì totalmente “per” i ragazzi. L’associazione per cui lavoro è un centro multietnico per cui anche le famiglie che portano i bambini vengono un po’ da tutto il mondo: Nigeria, Marocco, Ucraina, Romania, Perù… L’intervento educativo non è quindi “cattolico” nel senso letterale del termine, ma l’educazione salesiana mi ha anche insegnato che si pùò benissimo aprire la porta senza rinnegare il proprio credo, con rispetto reciproco, nel segno di principi squisitamente umani prima ancora che cattolici.
ROMINA BAIOTTI
FOTO DEL CORSO EDUCATORI DI PRIMA INFANZIA 2006/07 AL QUALE ROMINA HA PARTECIPATO

Io mi sono avvicinato tardi, e ho presto ben capito che è molto altro rispetto a cio che molta gente immagina, perchè non è solo preghiera ma lavoro,cooperazione e voglia di confrontarsi e imparare, di accettare e amare tutte le persone che sono squisitamente tutte diverse...Io ho fondato un'associazione per aiutare i bimbi dell Iraq è una cosa che sto portando avnti con devozione ed entusiasmo. Se un giorno quei bambini potranno vivere felici andare su internet e avere nel cuore un sentimento di pace che li conforti e che li accompagni per tutta la vita anche in mezzo a un mondo massacrato dalla guerra a dalla ridicola crudeltà del uomo ecco bisogna dire grazie a Suor Monica, al mio socio e carissimo amico Alessandro che ha idee sentimenti coraggio e sopratutto una purezza d'animo che non ho mia visto e conosciuto, ma sopratutto grazie a tutte quelle persone che in questo mondo ossessionato dalla scienza e dalla spasmodica voglia di apparire e arrivare sanno ancora riconoscere i valori veri della vita... DAVVERO A TUTTI VOI GRAZIE DEL PROFONDO DEL MIO CUORE.
Sono contenta di sapere che le exallieve e gli exallievi continuano a portare nella vita l'educazione e i valori appresi, anche ora che noi suore siamo meno visibili con le/i giovani. Conosco altre exallieve che ispirano alla loro antica casa gli ambienti che gestiscono a favore dei più poveri, ossia dei bambini e ragazzi più carenti di amore.
Tutto ha fatto e continua a fare la Madonna di Don Bosco. Ciao! Sr Giuseppina Franco
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