Campo di lavoro e conoscenza nel Kurdistan Iracheno, Kirkuk.


admin - Posted on 09 maggio 2010

 Walter D'Amato, ex-allievo del corso Tecnico di animazione educativa e culturale, tenutosi presso il Centro di Formazione Professionale Maria Mazzarello nel 2007/08, insieme ad Alessandro Ciquera, ex-allievo del Liceo Madre Mazzarello di Torino, ha dato vita all'Associazione Peacekeaping,  ideando questo progetto in Iraq. A loro auguriamo di portare don Bosco a tutti i bambini e i ragazzi che incontreranno.  Ecco il loro racconto: "Il progetto comprenderà due mesi effettivi di attività solidali verso la popolazione curda. Lo scopo è la creazione di un campo di accoglienza, per creare un luogo sicuro per bambini che oggi giocano in mezzo alle strade, tra pericoli di ogni genere, macerie e detriti, molti i campi di mine antiuomo rimasti inesplose durante la guerra. I compiti consisteranno in attività di animazione e cura verso la fascia infantile della popolazione del Nord Iraq, ovvero le scuole elementari e l'adolescenza. Si oraganizzeranno momenti di gioco e cure mediche (da parte di persone competenti) per coloro che ne avranno bisogno. Il luogo sarà nella periferia di Kirkuk, in un campo base allestito appositamente, dove si svolgeranno le attività di "estate ragazzi", ovvero giochi di gruppo e laboratori grafici, per coloro che non hanno sicuramente i mezzi e le possibilità economiche per andare in vacanza. L'importante sarà cambiare la mentalità oppressiva della guerra e della morte, offrendo un servizio che dimostri che, anche per coloro che cresceranno in un paese in profonda crisi, esiste la possibilità di un riscatto e di una nuova visione dell'esistenza e degli avvenimenti che lo circondano, si tratta di una scommessa, di un salto di qualità, che per molti può significare o meno, la salvezza della propria vita. Gli obiettivi sono bambini che oggi giocano con fucili mitragliatori finti, ma che se non aiutati, domani potrebbero utilizzare armi vere, pronte a seminare uccisioni, se si ha la possibilità di fermare o limitare tutto ciò e non ci si impegna abbastanza, allora si diventa complici, perché  nessuno ha mai commesso errore più grande di colui che non ha fatto niente perché  aveva paura di potere fare troppo poco. Noi dobbiamo avere il coraggio di sognare, perché, un mattone per volta, crescerà una casa con forti fondamenta, dove molti troveranno riparo e conforto.
Si tratta di un'operazione che vuole essere pratica e incisiva,in aree dove la guerra e la sofferenza sono passate lasciandosi alle spalle dolore e persecuzioni. Ora abbiamo la possibilità di riscrivere una parte di storia, di fornire ai bambini un futuro migliore, rispetto a quello dei loro fratelli e sorelle più grandi,che hanno vissuto in prima persona le persecuzioni, le sevizie e le crudeltà dei soldati di Saddam Hussein."Chi salva anche solo una vita, salva il mondo intero".
 
Chi siamo:

1) L'Associazione PEACEKEEPING nasce il 16 Febbraio 2009, con un gruppo di persone giovani e non, accumunate dalla stessa idea: poter dare gambe a questo progetto. Il sogno iniziale tuttavia ha vita nel maggio 2008, quando Alessandro Ciquera (Universitario di Scienze Politiche-Studi Internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione) ha avuto l'occasione, e la fortuna, di entare in contatto con Sirwan Giabari, esponente della comunità curda irachena scappato in Italia e con precisione a Torino,per fuggire dalle crudeli persecuzioni di Saddam Hussein. L'associazione nasce dapprima come Comitato, dal nome Giovani PeaceMakers, cui hanno collaborato alcuni giovani della comunità rivolese, tramite la quale abbiamo vinto il bando della Città riservato ai progetti giovanili. Lo scopo principale di quest'attività era creare delle iniziative culturali, ludiche e sociali promosse da "giovani per altri giovani". Il Comune ha dato credito al nostro progetto stanziando la somma di euro 2.150, e la possibiltà di utilizzare il logo per le iniziative in quanto progetto finanziato dall'ente stesso.
 
Dal 1988 (anno della fine della guerra tra Iran e Iraq) in poi,in special modo negli anni Novanta, furono migliaia i rifugiati in tutta Europa, tant'è che troviamo famiglie numerosissime anche in Olanda, Germania, Francia, Svezia. Fu un vero dramma, per un intero popolo. La comunità curda torinese è sempre stata molto attiva all'interno della nostra città, partecipando a feste ed eventi interculturali promossi dalla stessa. Ricordiamo in particolare l'Associazione Newroz, attiva dal 1990 circa in poi, vero punto di ritrovo e di partecipazione per tutti i perseguitati riparati a Torino, di cui Sirwan è stato socio fondatore e Presidente, fino a quando al termine dell'ultima guerra angloamericana in Iraq e la conseguente caduta di Saddam Hussein, egli ha finalmente avuto la possibilità di rientrare a rivedere la sua terra, dalla sua famiglia.
 
Testimonianza di Alessandro Ciquera:
"Ho incontrato Sirwan in occasione di un suo viaggio qui in Italia e gli ho fatto richiesta riguardo la possibilità di aprire un canale forte di aiuti e di solidarietà verso la sua gente, idea che lui ha accolto di tutto cuore, offrendosi di ospitarmi presso quella parte della sua famiglia che tuttora vive in Iraq. In un rapporto di fiducia reciproca e di amicizia (sentimenti che forse il mondo dovrebbe riscoprire,anche per uscire velocemente dal pantano della crisi economica, che oltre ad aver gelato i portafogli rischia di lasciare vuoto anche il cuore) mi sono quindi recato con mezzi miei a Kirkuk, nell'Ottobre 2008, dove ho trascorso un'esperienza molto forte,che mi è rimasta impressa spinegendomi ancora di più nel mio impegno una volta rientrato. Sono stato introdotto, durante la mia permanenza, presso gli esponenti politici regionali, provinciali e del municipio di Kirkuk, con loro abbiamo puntato tutte le prospettive nel mondo infantile,con le sue pressanti e urgenti necessità ,dalla scuola, all'igiene, al diritto alla felicità. I governanti del Kurdistan Iracheno riusciranno ad offrire: terreno, strutture e parte di risorse umane che si affiancheranno ai volontari scesi dall'Italia e dall'Europa.
In virtù della fiducia in questi obiettivi altre associazioni (già operanti,da diversi anni,nel campo del sociale) hanno scelto di affiancarci in questo ambizioso ma positivo progetto che se portato fino in fondo nella sua realizzazione avrà la possibilità materiale di aiutare non pochi esseri umani che oggi versano in situazioni di crisi e di grande sofferenza fisica e psicologica..."                                                                                   
 
Conclusioni:

2 Ottobre 2008: Presentazione del piano di progetto per la pace e la solidarietà nel Medio oriente. Lo stato interessato è l'Iraq, il popolo è quello curdo, che ha vissuto la sua storia perseguitata, oltre i confini tracciati dagli uomini, dentro un percorso segnato da sofferenze e ingiustizie, vite vissute all'insegna della lotta per la libertà. Questo è ciò che ci sta a cuore, questo è lo scenario desolante, di fronte a cui le istituzioni di vari paesi del mondo si sono trovate, nel corso della Storia dell'ultimo secolo, nel bene o nel male. I curdi sono l'unico popolo, o uno degli ultimi, che nelle sue conquiste per l'indipendenza, mai ha versato sangue innocente, mai ha dirottato un aereo civile, mai ha posizionato bombe in un  mercato, dove rischiassero di trovare la morte donne, vecchi e bambini. Sono combattenti giusti, nel vero senso del termine. Ci sono momenti, nella vita e nel cammino personale di ogni persona, in cui ci si trova di fronte a delle scelte, che forgiano inevitabilmente il nostro essere, la nostra personalità, il nostro divenire sociale, ci costringono a scegliere che tipo di uomini e donne vogliamo diventare. Non in base alle nostre capacità, ma sulla direzione delle nostre decisioni, dimostriamo chi siamo veramente .La storia di un popolo, spesso, è anche la storia dell'essere umano, dei dilemmi che lo inseguono, della ricerca del significato della sua esistenza, dei suoi sentimenti, da alcuni trovato, da altri no. Non si può salvare il mondo intero,o  perlomeno in alcuni casi è meglio partire realisti, un mattone per volta,solide fondamenta, tentando, con ogni mezzo possibile, di aiutare quante più persone si riesca e di estendere ai più deboli il diritto di raggiungere la propia felicità.
Kirkuk è una delle provincie irachene dove più ha sofferto il popolo curdo, cacciato dalle propie case, dal propio lavoro, arrestato, torturato, condannato. Ora si intravede una luce di speranza, per provare a cambiare il proprio destino e quello della nazione intera.
Mentre il mondo si interroga sul suo futuro,i n base alle scelte del nuovo Presidente eletto degli Stati Uniti, qui si ha la possibiltà di migliorare le condizioni di coloro i quali da ogni guerra rischiano sempre di venire travolti e schiacciati: i bambini, la fascia dell'infanzia, la prima a patire le persecuzioni, l'ultima a comprenderne il significato. I due filoni di solidarietà comprendono: la ristrutturazione di una scuola elementare in condizioni tragiche e dolorose, per fornire luoghi adeguati dove si svilupperà la futura classe dirigente del Kurdistan, coloro che potranno riscattare i propri familiari da anni di persecuzioni e di ingiustizie. Il lavoro comprende la costruzione di un giardino nel complesso scolastico,campi sportivi dove possano giocare al sicuro e la riparazione delle zone interne,marce a causa dell'acqua piovana e prossime alla rovina. La seconda parte degli aiuti,ancora più ambizioso consiste nel togliere i bambini dalla strada, per dar  loro luoghi consoni alle loro esigenze, togliendoli pericoli che potrebbero ucciderli, o paralizzarli, cercando di fare apparire la situazione il più normale possibile, come un campo estivo per i figli di qualsiasi cittadino europeo. Cambiare la Storia o il corso degli eventi non è sempre facile, tuttavia si può decidere che ruolo ritagliarsi all'interno di essa e come giocare le proprie risorse e i propri vantaggi ,per fare del bene e accendere una piccola candela. L'inverno, oppure il freddo, molte volte, servono per fare ritornare i bambini dalle propie madri, dopo una giornata di gioco o di studio, ma il modo in cui va questo mondo, induce a fare accadere eventi drammatici, per cui le Stagioni non riescono ad arrivare in tempo, per richiamare i piccoli alle loro case. Se c'è ancora del buono in questo pianeta è giusto lottare per esso.

 
Walter D’Amato e Alessandro Ciquera

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